Apprendimento con gli artefatti

I percorsi educativi di Officina Emilia adottano una prassi di tipo manipolativo di artefatti, documenti e osservazioni, come elemento centrale della costruzione di conoscenze complesse. Questa esperienza tiene conto anche dell’attenzione che, dalla fine degli anni Novanta, le autorità nazionali ed europee hanno posto verso lo sviluppo di una educazione tecnologica con spazi propri, sebbene strettamente connessi con l’educazione scientifica. L’osservazione di artefatti, macchinari, azioni produttive, ambienti di lavoro industriale, oltre che l’osservazione delle caratteristiche ambientali, sociali, economiche e istituzionali del territorio, costituiscono gli elementi centrali della ricerca-azione educativa in tutte le scuole, fin dai primi anni di istruzione.

L’osservazione di situazioni reali e di simulazioni di situazioni reali costituiscono i punti più stimolanti per l’attivazione di processi significativi di conoscenza. Tuttavia, è importante considerare che le tradizionali metodologie didattiche delle aule, dei laboratori e perfino dei luoghi di lavoro, quando prevedono l’osservazione, la manipolazione e l’uso di artefatti, attrezzi e macchinari sono messe in crisi dalle trasformazioni tecnologiche introdotte per effetto della diffusione del controllo numerico e della digitalizzazione delle informazioni.

Numerosi artefatti e macchinari contemporanei non lasciano “vedere” cosa c’è al loro interno: spesso si possono osservare solamente gli input, gli output o le performance per cui sono stati costruiti. Allargando la prospettiva, anche i fenomeni sociali, in continua evoluzione, sono resi più complessi dalle trasformazioni istituzionali, economiche e demografiche, e rendono sempre più difficile la loro conoscenza e comprensione attraverso una semplice e spontanea osservazione. Diventa sempre più indispensabile che le persone possano costruirsi gli strumenti per raccogliere le informazioni disponibili, anche attraverso l’osservazione, ma non solo. Diventa indispensabile potere elaborare le informazioni, approfondirle e costruire una comprensione utile per agire.

Gli artefatti sono costituiti da un insieme di parti, ognuna delle quali svolge un preciso compito, ed è a sua volta scomponibile in sotto-parti e componenti. Scoprire e indagare il funzionamento di ogni singola parte è inusuale e ogni oggetto materiale appare sempre più spesso come una “scatola nera” e misteriosa. La sequenza logico-funzionale che assembla i componenti in parti e le parti nel prodotto diventa uno degli elementi contrali della comprensione di ciò che si osserva.

Imparare a descrivere un oggetto è compito niente affatto banale ed equivalente ad imparare a produrre una relazione di tipo tecnico-scientifico, molto differente da altri testi, per esempio di tipo letterario. Numerosi sostantivi necessari nella descrizione hanno un significato in un determinato contesto, ma non hanno alcun significato in altri. Inoltre, il significato è univoco e risulta indispensabile quando è usato all’interno di comunità di pratiche e comunità di uso.