La ricerca-azione

L’Università di Modena e Reggio Emilia, con una decisione presa dal Senato Accademico nel 2000, ha lanciato l’iniziativa “Officina Emilia_laboratorio di storia delle competenze e dell’innovazione nella meccanica” che prevede un programma di ricerca-azione.

Gli obiettivi

Officina Emilia ha l’obiettivo di medio- lungo termine di contribuire a rigenerare le professionalità necessarie a sostenere l’innovazione dei processi e dei prodotti dell’industria, specie meccanica. Nel breve termine, l’obiettivo è di produrre un deciso miglioramento negli output quantitativi e qualitativi del sistema educativo, a partire dal livello locale e regionale (con riferimento alla Emilia-Romagna), attraverso un programma di ricerca-azione rivolto al sistema educativo.

Più in dettaglio la ricerca-azione verifica la possibilità di operare per:

  1. Aumentare le conoscenze, il livello di consapevolezza e di integrazione relazionale dei giovani nel e con il contesto tecnologico (imprese, centri di ricerca, facoltà scientifiche e tecnologiche, studi professionali), socio-economico (imprese, associazioni, sindacati, istituzioni) e storico - culturale (patrimonio, giacimenti e istituzioni culturali, testimoni privilegiati) del territorio;
  2. Ridurre il livello di polarizzazione di genere tra gli indirizzi della scuola secondaria superiore, favorire attraverso questo una scelta equilibrata degli studi universitari e in generale aumentare le conoscenze e le competenze di tipo tecnologico delle giovani donne;
  3. Incrementare la qualità degli apprendimenti degli studenti che sono coinvolti in tirocini, stage e visite aziendali in imprese industriali, studi tecnici e professionali legati all’industria;
  4. Incrementare la qualificazione degli insegnanti della scuola pre-primaria, primaria e della scuola secondaria.

Le azioni

Nell’ambito del programma di ricerca-azione sono realizzate le seguenti azioni a sostegno del sistema educativo:

  1. Realizzazione di percorsi educativi pluridisciplinari, che includono attività di orientamento alle scelte scolastiche e professionali. I percorsi educativi sono progettati, sperimentati e validati nelle scuole della regione Emilia Romagna e sono fruibili dalle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, dai corsi di istruzione e formazione professionale e dalle azioni formative per gli apprendisti.
  2. Produzione di materiali e protocolli per la formazione iniziale e in servizio del personale docente sul lavoro industriale, sulle tecnologie di produzione e sull’organizzazione della produzione, sulla struttura delle imprese, sulla struttura economica e le sue trasformazioni nel tempo.
  3. Allestimenti del Museolaboratorio sulla produzione industriale meccanica nei distretti emiliani, incontri pubblici sui problemi e i vincoli dello sviluppo locale e la storia del lavoro nell'industria
  4. Documentazione multimediale sul lavoro, le tecnologie e le trasformazioni economiche, sociali e culturali fruibili anche con strumenti software di story telling ad uso didattico.

La valutazione

La strategia valutativa delle azioni promosse nel programma di ricerca-azione è fondata su misurazioni del numero di azioni realizzate nel tempo, dei risultati di partecipazione (numero di scuole, numero di studenti, numero di docenti e numero di adulti), del livello degli apprendimenti degli studenti coinvolti (metodologia prima-dopo), della qualità percepita dai destinatari diretti e indiretti (soddisfazione, giudizio di utilità, efficacia). I destinatari diretti sono studenti, insegnanti, dirigenti e famiglie degli studenti. I destinatari indiretti sono gli imprenditori, le direzioni aziendali, gli osservatori del mercato del lavoro e i policy makers. Il piano di valutazione è in fase di approfondimento e sperimentazione.

Le ragioni della ricerca-azione

Il programma di ricerca-azione è fondato sui risultati della ricerca relativa in cinque ambiti principali.

La ricerca sui fattori immateriali dello sviluppo

Il tipo di istituzioni, di regole, di reti di cooperazione, il grado di fiducia, la cultura e la storia delle comunità costituiscono i fattori immateriali che hanno un'influenza reale sullo sviluppo e sul funzionamento e l'efficienza con cui si impiegano le risorse materiali (Mowery & Rosenberg, 1991). Gli studi sulle istituzioni, sul capitale sociale e sulla struttura economica e sociale dei territori restituiscono una visione complessiva dei fattori che condizionano lo sviluppo. In particolare emerge il ruolo che gli attori presenti nei singoli territori riescono ad avere nel promuovere lo sviluppo (Becattini, 2000 e Brusco, 1980).

La ricerca sull’industria meccanica

La ricerca sull’industria meccanica ha mostrato la rilevanza di tale attività manifatturiera nella determinazione dello sviluppo di importanti territori in Europa e in altri contesti internazionali. La ricerca sull’industria meccanica italiana, a fianco di fattori di vantaggio competitivo, non ha mancato di mostrare il maggiore fattore di freno della capacità delle imprese di mantenere elevati livelli di innovazione, e di qualità, dei processi e dei prodotti. Questo vincolo è unanimemente identificato nella scarsa capacità di mettere a disposizione delle imprese persone capaci di rimpiazzare operai, tecnici e imprenditori con elevate e sofisticate competenze tecniche specialistiche, oltre che con sofisticate capacità di costruire relazioni collaborative intra- aziendali e inter -distrettuali a sostegno di un sistema competente (Russo, 2008).

La ricerca sul funzionamento dei sistemi educativi

Le ricerche sui sistemi educativi hanno messo in luce le relazioni tra la qualità delle competenze create nelle scuole e nelle università e la capcità dell’industria di innovare e progredire. In particolare, si distingue su questo terreno il sistema educativo regionale dell’Emilia-Romagna, al pari di altri territori europei ad alta vocazione industriale. La ricerca mostra anche che, a partire dall’ultimo decennio del 1900, si sta perdendo gran parte della efficacia formativa ed emergono deficit sia di tipo strutturale che di funzionamento (Mengoli & Russo, 2012). Gli effetti prodotti dai cambiamenti promossi negli ultimi decenni sono ancora poco indagati.

Le ricerche sull’innovazione dei sistemi educativi

Le ricerche mettono in luce la crescente difficoltà delle classi dirigenti locali e regionali di trovare un terreno comune su cui convogliare le risorse disponibili e creare azioni significative ed efficaci. Allo stesso tempo i processi innovativi promossi a livello internazionale (Unione Europea) e nazionale non possono marciare senza un coinvolgimento attivo dei territori. I lavori sui processi di innovazione in campo educativo mostrano che è necessario prevedere e realizzare “strutture di sostegno”, per mantenere e sviluppare nel tempo e nello spazio, i cambiamenti intenzionalmente introdotti nei sistemi educativi (Huberman & Miles, 1984; Thelen, 2004 e Ministero dell’Istruzione e dell’Economia, 2007).

La ricerca sui contenuti dell’insegnamento-apprendimento

Negli anni più recenti, la ricerca ha messo in evidenza la necessità di promuovere un’educazione scientifica e tecnologica di nuova concezione (Fensham, 2008). Da un lato, l’educazione scientifica dovrebbe sviluppare le conoscenze che consentono di apprezzare le spiegazioni sul funzionamento del mondo naturale, oltre che apprezzare il modo in cui si evolve la conoscenza scientifica. D’altro lato, l’educazione tecnologica non è assimilabile all’educazione scientifica e occorre definirne contenuti e metodologie proprie. Si fa sempre più largo l’idea che si debbano introdurre nella educazione generale specifiche conoscenze, capacità e competenze legate alle tecnologie di produzione e dei prodotti. La ricerca indica che il tema del lavoro è grandemente sottovalutato nelle scuole, anche nell’istruzione tecnica e professionale. Al contrario, tutti debbono potere interpretare le variabili che determinano il funzionamento del mercato del lavoro e il funzionamento di una impresa. La conoscenza del lavoro e la conoscenza delle tecnologie di produzione sono evidentemente aspetti della stessa medaglia e, per entrambe, servono strumenti cognitivi complessi che le scuole possono contribuire a creare.

Per approfondire. Le ragioni della ricerca-azione di Officina Emilia